Misurazioni

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07. novembre 2017 by admin
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Un viaggio lungo un chilometro

Japanese map of the world, year unknown

Japanese map of the world, year unknown

Un solo chilometro di distanza separa la piazza del Comune di Prato dal cuore del Macrolotto 0. Eppure questa camminata così breve ci porta dentro un mondo completamente diverso dal luogo in cui sono esposti i capolavori della collezione del Museo di Palazzo Pretorio. Appena prima di superare la Porta Pistoiese già si iniziano a notare le prime insegne di negozi cinesi; superata la porta si entra in un mondo che ha il sapore di un mondo lontano, nonostante lo scenario sia composto da quegli stessi capannoni che hanno fatto la storia della città. Insegne colorate dal gusto pop e forse anche un po’ kitsch, ambulanti che trainano carretti pieni di cassette della verdura, negozi di spiedini e market cinesi ci danno l’impressione di trovarci improvvisamente in una città di periferia sperduta da qualche parte in Cina. Se le chinatown più conosciute, quelle delle grandi metropoli, hanno un carattere turistico, commerciale, in questo quartiere quasi tutti i capannoni sono ancora in funzione grazie alle attività cinesi.

periferie-cinesi

1.Xiamen – 2.Seoul – 3.Lanzhou – 4.Lanzhou – 5.Beijing – 6.Beijing – 7.Macrolotto 0 – 8.Beijing – 9.Shanghai – 10.Shanghai -11.Taipei city – 12.Honk Kong

Di italiani se ne vedono pochi, i cinesi sembrano continuamente andare su e giù per le strade, impegnati in non si capisce bene quale attività. L’osservatore inesperto, o il frequentatore non abituale si sente generalmente pervaso da un senso di spaesamento, come entrasse in un mondo che non gli appartiene, dove tutti stanno facendo qualcosa nella quale non è preso in considerazione. Questo spaesamento è forse lo stesso che, contemporaneamente ad altre ragioni, ha spinto progressivamente i residenti di questa zona a trasferirsi altrove: non si riconoscevano più in quel quartiere dove hanno abitato e lavorato per molti anni. In realtà non è così difficile interfacciarsi con i cinesi, basta averne qualche motivo e, cosa fondamentale, non aver paura di volerlo fare. Un’informazione dal ferramenta a proposito di una punta per il trapano o qualche chiarimento su ortaggi lunghi e poco conosciuti sono domande che porremmo senza problema a dei commercianti italiani, senza tra l’altro aspettarsi molto di più che una risposta esauriente. È proprio la stretta vicinanza con un posto così lontano da noi che ci spinge a volerlo conoscere più approfonditamente.

30. maggio 2015 by admin
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Porosità di quartiere e spazio pubblico.

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Assunta la densità dell’edificato come qualità del Macrolotto 0, si individua la porosità come elemento determinante per un buon funzionamento del quartiere. Con questo termine si intende la capacità del quartiere stesso ad essere attraversato dai suoi abitanti o fruitori. La presenza di vere e proprie barriere, costituite da strade senza sfondo, dai muri di recinzione degli storici complessi industriali, e dalla forma di alcuni isolati inattraversabili per centinaia di metri, ostacolano la percorribilità pedonale e carrabile dell’intera area.

Per capire quale è l’effetto di una bassa porosità sulla percezione del quartiere, si prenda come campo d’indagine la situazione dello spazio pubblico. Attualmente il Macrolotto 0 presenta pochissimi spazi pubblici. La percezione della scarsità di questi spazi è in qualche modo aggravata dal pessimo collegamento tra gli uni e gli altri, essendo i percorsi che li collegano complicati, o comunque poco riconoscibili. Poter immaginare nuovi collegamenti tra questi spazi proprio abbattendo alcune di queste barriere, e quindi aumentando il grado di porosità locale, avrebbe sicuramente degli effetti positivi sulla percezione della presenza di spazio pubblico.

L’eliminazione di alcune di queste barriere potrebbe inoltre liberare spazi aperti oggi intrappolati all’interno di sistemi fisici obsoleti, e dunque restituire ai residenti e ai fruitori del Macrolotto 0 spazi attualmente poco sfruttati. Un rinnovato sistema di viabilità che sfrutti la maggiore porosità, e dunque permeabilità, dell’area.

17. maggio 2015 by admin
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A macchia d’olio.

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Le prime periferie di Prato si sviluppano linearmente lungo le direttrici viarie in corrispondenza delle porte della città. Via pistoiese è la spina sulla quale sorge il Macrolotto 0.

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Verso la fine XIX secolo, oltre a gli insediamenti lungo la via pistoiese, due fabbriche, come delle isole tra i campi, trovano il loro collocamento in quest’area. La vicinanza della gora, motore fondamentale per l’industria di quel periodo, favorisce l’insediamento di due delle fabbriche pioniere della città. Queste fabbriche si sviluppano secondo un impianto generatore che avrà notevole fortuna in tutto il distretto pratese.

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Tra il 1954 e il 1979 la città cresce notevolmente trainata dalla fertile attività del settore tessile. Il boom economico accelera quel processo di espansione a macchia d’olio. La città cresce così velocemente che la sua programmazione non riesce a tenere il passo con le dinamiche dell’iniziativa privata. Interessi prettamente economici diventano il motore di crescita di quest’area, frutto di logiche legate al settore produttivo; lo spazio pubblico e di relazione non è previsto.

14. maggio 2015 by admin
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Macrolotto 0.

Il quartiere è stato chiamato così dall’urbanista Bernardo Secchi, in relazione alle più recenti lottizzazioni Macrolotto 1 e Macrolotto 2, per individuare la prima area di espansione industriale della città.

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Perimetro del Macrolotto 0 così come individuato da Bernardo Secchi.

Perimetro del Macrolotto 0 così come individuato da Bernardo Secchi.

Stratigrafia del costruito, città di Prato.

Stratigrafia del costruito, città di Prato.

Bernardo Secchi (1934 - 2014).

Bernardo Secchi (1934 – 2014).

13. maggio 2015 by admin
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